martedì 9 febbraio 2010

Arrivano i Turbolenti

(Pubblicato il 6 febbraio 2010)
Musica, parola e teatro si fondono nell’ultimo show de “I Turbolenti” che si esibiranno in “Uno è di troppo” stasera al Cine Teatro Don Bosco di Carugate (MI). Enzo Polidoro, Gianluca Impastato, Gianluca Fubelli e Stefano Vogogna propongono uno spettacolo a tutto tondo, esilarante dove le parole diventano gioco, e i personaggi che abbiamo imparato a conoscere e amare con Colorado Cafè prendono anima sul palcoscenico: dai Turbotabbies a Kikko d´Oliva, dal supereroe romano all´Omo ragno.
Come si svolge il vostro spettacolo?
Si tratta di un “grand mélo” di personaggi e sketch sia televisivi che non. La gente potrà, così, avere la possibilità di riconoscere i protagonisti di Colorado Cafè, ma anche di vedere nuove parodie, con un respiro più ampio.
Come sta andando?
Le prime tre date sono state un successo inaspettato. La visibilità televisiva ci ha dato la possibilità di riuscire a riempire i teatri. Speriamo che accada lo stesso anche a Milano.
Per quale motivo venire a vedervi a teatro?
Per passare una serata diversa, di genuino divertimento. Tanto ultimamente in televisione non danno niente di interessante.
Chi è di voi “quello di troppo”?
Di solito Enzo dice che quelli di troppo siamo noi altri tre. Ma a ben guardare è lui quello in esubero perché è l’unico serio su tre cialtroni.
Come nascono i vostri show?
Buona parte è composta dai pezzi live fatti nei locali dove ci esibiamo, un’altra parte, invece, è studiata a tavolino durante alcuni periodi sabbatici che ci prendiamo di tanto in tanto. Ci ritiriamo in qualche landa desolata e diamo una forma a pensieri e idee che ci erano balenati in testa nei mesi antecedenti. Ognuno ci mette la propria personalità.
Come siete quando scendete dal palcoscenico?
Siamo quattro mattacchioni che si fanno continuamente scherzi e si prendono in giro dalla mattina alla sera. Altrimenti i viaggi che facciamo quando siamo in tour non passerebbero mai.
Qual è stato il vostro percorso?
Quando abbiamo cominciato non pensavamo certamente di arrivare dove siamo oggi. Tre di noi si sono conosciuti studiando all’Isef e con Scintilla (Gianluca Fubelli) ci siamo incontrati facendo animazione nei villaggi turistici. Ci siamo resi conto che quando facevamo gli spettacoli serali c’era una particolare alchimi tra di noi, così abbiamo studiato teatro e recitazione organizzando esibizioni tutte nostre. Il resto è venuto fuoti con tanta gavetta nei locali e nei laboratori di cabaret e teatro. Nel 2002 abbiamo incontrato Diego Abatantuono che stava organizzando il progetto di Colorado Cafè. Siamo stati i primi a essere scelti dopo che lui ci aveva preso sotto la sua ala.

Nuovi Studios a Milano

Ecco la Hollywood lombarda. Inaugurato ieri presso l’ex Manifattura Tabacchi in Viale Fulvio Testi 121 il nuovo polo cinematografico milanese. Anche Milano ha la sua Cittadella del cinema, una “casa” di produzione cinematografica nel tentativo di eguagliare Roma e la sua strafamosa CineCittà. L’ex Manifattura, restaurata ad hoc con un investimento regionale di 8,7 milioni di euro, ospita il Centro Sperimentale di cinematografia, la divisione Lombarda della Storica Scuola del Cinema, La Lombardia Film Commission e la Civica Scuola di Cinema. Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni e il presidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, Francesco Alberoni, hanno firmato una Convenzione triennale per la valorizzazione e promozione della cinematografia lombarda. « Questo accordo – ha spiegato Formigoni – prevede che la Regione Lombardia metta a disposizione 800mila euro annui per la fomazione e la produzione. E’ un investimento che facciamo con gioia nella speranza che anche Milano diventi un polo di talenti e sperimentazione cinematografica. Chi ricorda lo stato in cui era questo edificio, non può che essere lieto oggi di questo risultato, non solo per l’utilità dell'intervento ma anche per l’opera di restituzione architettonica che è stata compiuta». Nello specifico, il polo lombardo, cercherà di imporsi come centro d’eccellenza nell’ambito della fiction televisiva, della pubblicità e della cinematografia industriale. Per quanto riguarda la formazione saranno attivati due corsi con 12 studenti ciascuno. Il primo di “Creazione e produzione fiction” che formerà figure professionali indispensabili per l’ideazione, la scrittura e la realizzazione di questo genere televisivo. Il secondo di “Cinematografia d’impresa” creerà professionalità nella docufition e nella pubblicità tramite lezioni frontali, stage e laboratori. I ragazzi realizzeranno docu-fiction storico-artistiche delle durata di almeno 20 minuti, che sappiano raccontare la storia di un luogo. Avranno come punto di partenza un’opera d’arte, che verrà raccontata attraverso il tempo e suoi protagonisti. Ci sarà il Duomo di Milano con l’obiettivo di raccontare le varie fasi della realizzazione con i contributi di chi lo ha progettato e costruito e come sia diventato luogo cardine per la vita religiosa e civile della città. La Villa Reale di Monza, opera del grande architetto Piermarini, sede di nobili e regnanti. Si racconterà, infine, la storia del Cardinale Federigo Borromeo e del Circuito lirico lombardo.

mercoledì 27 gennaio 2010

Alessandro Mannarino: blues, folk e stornelli romani

Per un “romanaccio doc” affrontare il pubblico milanese rappresenta la prova del nove. Alessandro Mannarino salirà, stasera, alle 21, sul palco dell’Alcatraz. Il cantautore romano, voluto da Serena Dandini tra gli ospiti musicali fissi della trasmissione “Parla con me”, presenterà i brani del suo disco d’esordio “Bar della Rabbia” .
Le tue canzoni sono un mix di blues, ritmi balcanici e stornelli romani. Da dove prendi le idee?
Nei testi è racchiusa parte della mia storia personale, ma anche personaggi di fantasia o immagini che vedo per strada. Poi c’è l’ispirazione proveniente dalla tradizione cantautoriale, dei cantastorie e della letteratura. In alcuni brani si ritrova John Fante, Charles Bukowsky, oppure Gadda e Moravia. Gli arrangiamenti, invece, sono il prodotto della musica multietnica che ho ascoltato quando tra i 20 e i 25 anni facevo il dj nei locali di Trastevere.
C’è un artista a cui ti ispiri?
Non ce n’è uno. Mi piace il mondo degli chansonniers, Jacques Brel, ma anche l’istrionismo di Tom Waits, le anfare balcaniche o l’approccio intimo della bossanova. Il punto di riferimento resta il mio gusto che si è formato negli anni e che continua a cambiare.
Chi sono i personaggi delle tue canzoni?
La maggior parte sono personaggi di fantasia, dei cliché, degli stereotipi funzionali al racconto. Non sono legato a nessuno di loro in particolare perché una volta registrate le canzoni li ho lasciati liberi di andare con le loro gambe.
All’Alcatraz canterai anche qualche nuovo brano, puoi darci un’anticipazione?
Canterò due pezzi nuovi. Il primo si chiama “Cumpra cumpra” e parla della lotta all’interno della condizione di indigenza e degrado culturale e della forza del rapporto tra un uomo e una donna. L’altro è una classica canzone folk, d’amore. Amore disperato.
Come è arrivata la partecipazione a “Parla con me”?
Ho interpretato alcuni pezzi e scritto la colonna sonora di uno spettacolo del teatro Ambra Jovinelli a Roma. Una sera Serena Dandini era presente in sala. Si era incuriosita e dopo lo spettacolo è venuta nei camerini per chiedermi di partecipare alla sua trasmissione. In seguito si è rivelata una buona consigliera perché mi ha dato modo di esprimermi senza farmi diventare una macchietta.

martedì 15 dicembre 2009

Disco d'oro per "Caro papà Natale...2"

Quando la qualità e il talento si uniscono alla voglia di fare del bene il risultato non può che essere un grande successo. Lo conferma “Caro papà Natale…2” il disco benefico realizzato dall’associazione culturale Claudio Moretti in collaborazione con il Gruppo bancario Credito Valtellinese. In commercio dal 6 dicembre scorso, il cd è diventato disco d’oro con oltre 40mila copie commercializzate e raccoglie brani inediti e alcune delle più belle canzoni natalizie interpretate da artisti italiani e internazionali, cabarettisti e comici. I proventi della vendita dell’album, che ha un costo di 10 euro, saranno interamente destinati alla realizzazione di aule di informatica nei reparti pediatrici di numerosi ospedali italiani. «Ogni giorno ci arrivano decine di fax che ci propongono collaborazioni – racconta Fabio Perversi dei Matia Bazar -, ma quando abbiamo letto la finalità di “Caro papà Natale…2” non abbiamo esitato ad aderire». «E’ stato bello partecipare a questo progetto – spiega Gabriele Cirilli che con gli altri cabarettisti canta “Il sorriso di un bambino” – perché vedi negli occhi di quelli che lavorano con te la tua stessa passione per un fine comune e importante». «Quando ho sentito parlare del disco – dice Fabrizio Fontana – ho dato subito la mia disponibilità anche se non so cantare…tanto a parte Sgrilli nessuno di noi lo sapeva fare».

giovedì 3 dicembre 2009

Ambrogino d'Oro: canzoni sotto l'albero per i bimbi di Milano


Un appuntamento imperdibile per tutti i bambini milanesi e le loro famiglie. Torna anche quest’anno l’Ambrogino d’Oro, il festival canoro per ragazzi, che si terrà al Palasharp l’8 dicembre alle 15:30. Saranno Cristina D’Avena e Tony Martucci a presentare l’evento insieme alla mascotte più amata dai più piccoli: il topo-giornalista Geronimo Stilton. Una giuria di esperti capitanati dal maestro Vince Tempera ha selezionato le dodici canzoni in gara tra le più di cento provenienti da tutta Italia. I brani sono stati composti dai più conosciuti autori di musiche per bambini e saranno interpretati da venti giovani cantanti affiancati, per l’occasione, dalle voci del coro “Ambrogino d’Oro 2009”, 150 bambini dai 4 ai 12 anni diretti dai maestri Olga Ciceri, Paola Bertazzi e Raffaele Verzotti. «Le canzoni che verranno presentate – dice Tony Martucci, patron dell’evento – hanno dei testi profondi e intelligenti: si parla di amicizia, di pace, ma anche di nuove tecnologie, educazione alimentare e rapporto con i genitori». L’Ambrogino d’Oro nasce nel 1964 per difendere la tradizione musicale per i ragazzi di Milano dopo che lo Zecchino d’Oro venne trasferito dal capoluogo lombardo a Bologna. Nel corso degli anni la manifestazione è sopravvissuta con destini alterni e solo nel 2006, grazie all’impegno dell’Amministrazione comunale è tornata al suo antico e rinnovato successo. «Sarà un momento di gioioso confronto in vista del Natale – spiega l’assessore al Turismo, marketing territoriale e identità Massimiliano Orsatti – mantenendo un’importante tradizione cittadina». Anche l’assessore alla Famiglia, scuola e politiche sociali Mariolina Moioli si è detta entusiasta dell’iniziativa: «E’ bello che i bambini abbiano la possibilità di stare insieme attraverso uno strumento di comunicazione, ma anche didattico come la musica. Abbiamo coinvolto le scuole, infatti, affinché partecipino al festival e possano utilizzare le canzoni come strumento di riflessione». La manifestazione è a ingresso gratuito e a ogni bambino verrà regalato un sacchetto contenente giochi e dolci offerti dai numerosi sponsor che hanno partecipato. E per chi non avesse la possibilità di seguire la manifestazione, ci sarà la possibilità di ascoltare i brani in gara sul sito di LaRadiolina.it oppure di acquistare il cd dell’Ambrogino d’Oro che verrà venduto nelle edicole a partire da gennaio a un prezzo di 5 euro. Per rivivere le emozioni del Palasharp, invece, basta sintonizzarsi su Telelombardia il giorno di Natale alle 20:30.

Appuntamento a Milano con il Salone del libro usato

“Mi piacerebbe creare una Milano da sfogliare, in cui i quartieri fossero i capitoli di un immaginario libro magico“. Con queste parole l’assessore all Cultura del Comune di Milano Massimo Finazzer Flory introduce la presentazione della quinta edizione del Salone del libro usato – Bancarelle in fiera. Organizzata dalla Fondazione biblioteca di via Senato con il patrocinio del Comune di Milano nella sede storica di Fieramilanocity, la rassegna si tiene dal 5 all’8 dicembre.

Più di 300 bancarelle ospiteranno i libri usati e fuori commercio provenienti da tutta Italia e altri paesi come Olanda, Inghilterra, Francia e Germania. Appassionati e curiosi saranno soddisfatti dall’offerta trasversale della manifestazione: dai grandi classici della letteratura ai fumetti, dai paperback gialli ai cataloghi d’arte. «Il Salone del libro usato – spiega Marcello Dell’Utri, presidente della Fondazione Biblioteca di via Senato – è cresciuto di anno in anno grazie alla passione di organizzatori e utenti. L’obiettivo è che si ponga, in futuro, come più grande salone del libro usato d’Italia e, perché no, d’Europa».

Tra le curiosità presenti quest’anno, da segnalare una vasta raccolta di materiali dedicati alla Rivoluzione Cubana e a quella Maoista. Gli amanti della lirica possono andare alla ricerca di volumi ormai introvabili così come gli appassionati di arte contemporanea. Molte le rarità, tra cui l’edizione originale del 1828 in lingua francese de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni proposta da Il Pensatoio Studio Bibliografico di Albavilla (Como), la prima edizione italiana del Viaggio al termine della notte di Louis-Ferdinand Céline, pubblicata da Corbaccio nel 1933 ed esposta al Salone da Fuori Catalogo Studio Bibliografico di Castel S. Pietro Terme (Bologna), e le pressoché introvabili prime edizioni di due libri di scherma – l’Agrippa del 1553 e il Senesio del 1660, entrambe presentate dallo Studio Bibliografico Lex Antiqua di Castiglione dei Pepoli (Bologna).

Novità di quest’anno l’iniziativa del Bookcrossing: dal 30 novembre al 2 dicembre in 15 punti della città saranno posizionate bancarelle in cui saranno distribuiti circa 5mila volumi che potranno essere presi, consultati e in seguito restitutiti. Le bancarelle si troveranno in piazza Cavour, corso Garibaldi, le stazioni di Lambrate, Centrale, Cadorna, Garibaldi e Bovisa, piazza Piemonte, corso Vercelli, piazza della Scala, corso Genova, piazza 5 Giornate, piazza San Babila, corso Buenos Aires e piazza Cordusio.

http://www.ilrecensore.com/wp2/2009/12/appuntamento-a-milano-con-il-salone-del-libro-usato/

mercoledì 21 ottobre 2009

Le fotografie dei vip per combattere la cecità

Dopo il debutto di fine giugno in concomitanza con la settimana della Moda Uomo, torna rinnovata la mostra “Live Your Vision – Ritratti in chiaro e scuro” di Graziella Vigo, progetto patrocinato dal Comune di milano e promosso da Transitions Optical, multinazionale americana leader nella produzione di lenti fotocromatiche ad alte prestazioni a favore di CBM Italia, associazione Onlus che da cento anni si dedica alla prevenzione e alla cura della cecità, soprattutto dei bambini nei Paesi in via di sviluppo. La mostra, che si terrà dal 21 al 23 ottobre 2009 a Palazzo Clerici in via Clerici 5, vede esposti otto ritratti al maschile ai quali si aggiungono fotografie di quattro noti volti femminili: Chiara Boni, stilista, Gisella Borioli, fondatrice della prima scuola di giornalismo di moda e ideatrice del Superstudio Group, Nicoletta Mantovani Pavarotti, assessore alla Promozione culturale e alle Politiche giovanili di Bologna e Mara Venier, attrice e conduttrice televisiva. A ciascuno dei personaggi sono dedicati due scatti fotografici che li ritraggono all’ombra e alla luce, con lenti dapprima chiare e poi scure per sottolineare l’importanza della protezione della vista dai dannosi raggi solari. « La Lombardia – ha spiegato l’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna – è la prima Regione italiana per numero di ciechi, e gli ipovedenti sono il triplo. L’azione di sensibilizzazione sulla necessità di controlli regolari della vista e la diffusione di una cultura della prevenzione delle malattie oculari deve quindi essere incessante. Tale impegno deve però varcare i confini del nostro Paese e raggiungere quei Paesi dove cecità vuol dire anche povertà ed emarginazione». Il Presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri, invece, ha sottolineato come tutti possano contribuire alla salute di chi vive nelle zone più povere del mondo.

giovedì 15 ottobre 2009

Caffè letterario e commedia a Sesto

Un progetto artistico e cuturale teso alla riscoperta in chiave attuale dello spirito che ha caratterizzato la vita conviviale nei locali del mondo. E’ questa la filosofia con cui nasce “Musicomedians: Il moscone nel whisky andò a cader…”, un appuntamento settimanale allo Spazio Mil di Sesto San Giovanni che partirà venerdì 16. Punto di riferimento di tutte le serate sarà Flavio Oreglio, cabarettista reduce dalle fortunate apparizioni a Zelig che cura anche la direzione artistica degli incontri, il quale interagirà con i giornalisti de Il Fatto Quotidiano e artisti provenienti dal mondo del teatro. Gli happening saranno divisi in due parti: nella prima si terranno incontri con giornalisti del calibro di Luca Telese, Peter Gomez o Loris Mazzetti che attraverso la presentazione dei loro ultimi libri proporranno spunti di dibattito e riflessione sui temi più attuali. La seconda parte delle serate, invece, sarà volta all’alleggerimento nella forma del teatro-canzone con gli artisti di Tieffe Teatro. «L’intento è quello di ritornare allo spirito del cabaret anni ’50, ’60, ‘70 con satira, musica e recitazione – ha spiegato Flavio Oreglio -, ma allo stesso tempo riproporre l’atmosfera tipica del caffè letterario, del dibattito, della riflessione». “Il moscone nel whisky andò a cader” è il titolo beffardo, sottile, goliardico, ma solo apparentemente spensierato che è stato dato agli spettacoli del venerdì allo Spazio Mil. «E’ una metafora o un’allegoria – ha continuato Oreglio – di quel particolare evento che chiamiamo confidenzialmente “vita” e che non riusciamo e non possiamo controllare: è l’imprevisto dietro l’angolo, è ciò che non ti aspetti, la sorpresa che ti lascia di stucco, ma anche la situazione grottesca e ironica, amara e ilare». La rabbia che non degenera in violenza, ma diventa sorriso sarà l’arma sana di chi osserva con occhio disincantato la realtà, la indaga in modo critico e la porta sul palco con la voglia di informare e far sapere. «Penso che alla base di ogni democrazia ci sia la conoscenza – ha spiegato Peter Gomez, de Il Fatto Quotidiano –: per questo noi giornalisti verremo a raccontare tutti quei fatti che ci vengono tenuti nascosti perché siamo in un Paese libero di dire, ma non libero di sapere». Daniela Fabbri, dell’amministrazone comunale di Sesto ha sottolineato la suggestività della location. L’ex capannone industriale, infatti, crea un’atmosfera decisamente europea e sprigiona una percepibile energia positiva. Le serate avranno inizio alle ore 21.00 al costo di 10 euro. Per info www.musicomedians.it

giovedì 24 settembre 2009

La “generazione no risk”. Consigli per superare la crisi

“Generazione no risk” (Fazi, 2009) di Orazio Carabini, un tentativo di difendersi dalla crisi economico-finanziaria che ha travolto anche l’Italia. A un anno dal tracollo della banca Lehman Brothers, ecco un saggio interessante.
Il libro è stato presentato a Milano, all’istituto Bruno Leoni di via Moscova 28. Il modo in cui pensiamo influisce profondamente sulle nostre scelte economiche. Nel testo, si ritrova, quindi, una particolare enfasi sull’importanza di un’alfabetizzazione economico-finanziaria della popolazione. La profonda ignoranza di base, unita al giornalismo che usa trattare la materia come se fosse un romanzo d’appendice, porta a fare investimenti sbagliati, a rischiare su titoli troppo traballanti o ad accumulare credito senza far circolare denaro.

“Non esiste, per definizione, un prodotto finanziario che non porti con sé una componente di rischio – ha commentato Filippo Cavazzuti, presidente, Patti Chiari -. “No risk, no finance”, come dicono gli americani. La finanza è nata proprio per gestire il fattore di rischio sugli investimenti che non può mai arrivare a zero. Ma una buona conoscenza può aiutare a muoversi all’interno del mercato”. Ma fino a che punto è possibile semplificare il linguaggio per rendere accessibile a tutti una materia così complessa? E’ difficile far passare il concetto di “probabilità” eppure sarebbe necessario, quantomeno, fare un tentativo dal momento che nel corso della vita chiunque ha a che fare con i concetti di risparmio, credito, investimento. E’ stato banalmente dimostrato che sono pochissimi gli italiani che conoscono il funzionamento di un conto corrente.

“Gli italiani sono dei gran risparmiatori – ha spiegato Antonio Pilati, autorità garante della concorrenza e del mercato -. I fondi ammontano a circa tre volte il nostro debito pubblico: è questo il motivo per cui gli interessi da noi sono altissimi. Se questi liquidi fossero investiti e il denaro fatto girare, la situazione potrebbe migliorare molto”. Basterebbe la buona volontà del cittadino, unita al contributo dell’istruzione primaria e dei consulenti finanziari per creare dei consumatori consapevoli ed evoluti.

“Nella situazione attuale – ha affermato Alessandro Foti, amministratore delegato Fineco – l’autoregolamentazione non può funzionare. L’intervento dello Stato deve essere massiccio insieme alla circolazione dell’informazione tra le varie parti di esso che devono lavorare in sinergia”.

Orazio Carabini, autore di “Generazione no risk” invece ha commentato: “Ho scritto il libro cercando di immedesimarmi in un risparmiatore medio. Mi sono reso conto che i problemi finanziari italiani sono spesso causati da disonesti intermediari che raggirano le persone. Tuttavia trovo che la colpa vada condivisa perché nemmeno l’ignoranza del cittadino che si lascia ingannare è giustificabile”.

Orazio Carabini, nato a Rimini nel 1954, è analista e commentatore del quotidano “Il Sole 24 Ore” e interviene spesso al TG1 in qualità di opinionista. Dopo essersi laureato in Economia alla Bocconi di Milano, dal 1979 ha lavorato per varie testate (”Mondo Economico, “Il Mondo” e “Milano Finanza”), occupandosi di politica economica industriale, finanza e risparmio. E’ stato anche portavoce della CONSOB e direttore del Servizio Studi e Comunicazioni della Banca Nazionale del Lavoro.

http://www.ilrecensore.com/wp2/2009/09/la-generazione-no-risk-consigli-per-superare-la-crisi/

martedì 22 settembre 2009

Parte la nuova stagione del Teatro Libero

Moni Ovadia, Enzo Iacchetti, Nada, Paolo Rumiz, Dario Fo e Franca Rame. Questi sono solo alcuni degli artisti che si esibiranno nel corso della stagione teatrale 2009/2010 al Teatro Libero. Una sala suggestiva sospesa in cima a uno stabile in via Savona, un luogo raccolto che il pubblico ama definire informale e cordiale, inserito nel vivace contesto dei Navigli. Ed è stato proprio il pubblico a decretare il grande successo del Teatro Libero diretto dall’attore e regista Corrado D’Elia e Sergio Maifredi. Saranno ben 23 gli spettacoli che si alterneranno nella piccola sala: si parte con l’Amleto di Shakespeare (23 settembre – 19 ottobre) presentato dalla Compagnia Teatri Possibili e altri classici come La locandiera di Goldoni (2-31 dicembre), Cirano De Bergerac (18 febbraio – 7 marzo) , il Misantropo di Moliere (22-29 marzo) e Il caso di Dorian Grey per la regia di Pino Micol (21-27 ottobre). Il poema dei monti naviganti di Paolo Rumiz sarà in scena dal 28 ottobre al 2 novembre e dal 4 al 6 novembre, invece, Moni Ovadia salirà sul palco con Rabinovich e Popov. Gli stereotipi della vita di coppia sono raccontati in Orgasmo e pregiudizio (11-24 novembre), mentre Nada rappresenterà uno spettacolo musicale con Musicaromanzo (26-28 novembre). Divertimento assicurato con Questa sera…cose turche!!! di Enzo Iacchetti (3-14 febbraio) e Coppia aperta quasi spalancata di Dario Fo e Franca Rame (19-29 maggio). La musica sarà invece protagonista con The pluck show (13-18 gennaio) e Gianmaria Testa in solo (5-6 marzo). Ma saranno raccontate anche storie attuali, simili a quelle lette ogni giorno sui giornali: Liberi amori possibili (3-11 maggio) racconta la storia dell’amore omosessuale, Calcio finché muoio (3-10 giugno) è un’indagine sul mondo del pallone, Previsioni meteo – diluvio universale (7-14 marzo) si occupa dell’ascesa e caduta finanziaria di Gianpiero Fiorani, infine Hard Candy (21 giugno-17 luglio) parla di un amore nato in chat. Mamma mammazza (12-18 maggio) è un testo assurdo e di grande cattiveria diretto da Stefano De Luca, mentre Vedove (7-12 gennaio) è composto da due monologhi delle mogli di Gustave Mahler e Pirandello. Parte da un omicidio, invece, Vincent River (20-26 gennaio), mentre David Livermore offre una lettura sconcertante de Le benevole di Jonathan Littell (27 gennaio–2 febbraio). La storia di una ragazza che emigra dal Veneto al Friuli ispira Sirene (16–21 marzo), infine giochi linguistici e fantasia saranno protagonisti de La leggenda di Redenta Tira (1-27 aprile). Il prezzo de gli spettacoli è di circa 20 euro: per informazioni su riduzioni e abbonamenti 02.8323126 o info@teatrolibero.it.