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martedì 2 marzo 2010

Torna "Mister Fantasy"


La musica da vedere torna sul piccolo schermo con la rivisitazione di “ Mister Fantasy”, il programma musicale trasmesso su Raiuno tra il 1981 e il 1984 che indagava l’estetica e la cultura di quegli anni. Con sei nuove puntate RaiSat Extra alle 23.15 a partire da questo mercoledì propone “Mister Fantasy R & R - Reload & Rewind Ricarica & Rivedì” che ragionerà sui cambiamenti avvenuti in quasi trent'anni nella televisione, nelle tendenze e nello showbiz, valutando cosa sia rimasto dei primi anni Ottanta. Condotto dal pioniere del vj-ing Carlo Massarini, il programma sarà composto da incontri con personaggi che negli anni Ottanta erano al debutto e che ora tornano per raccontare dove sono e cosa fanno.

lunedì 21 settembre 2009

Ciao Mike

Articolo del 10 settembre

Ieri pomeriggio davanti alla casa milanese di Mike Bongiorno c’erano solo un mazzo di gigli e un libro di Aldo Grasso con la scritta “È volata in cielo, ciao Mike” (la tua anima n.d.r.). La palazzina in via Giovanni da Procida 10 è stata presidiata per ore dai giornalisti e da alcuni curiosi. “Non sono ancora stati definiti tutti i particolari riguardo le modalità di sepoltura – spiega un addetto delle pompe funebri dopo il colloquio con i familiari -. Trattandosi di un personaggio di tale levatura si va per le lunghe poiché nulla può essere lasciato al caso”. Nell’abitazione di Mike Bongiorno si reca anche il reverendo Italo Baffione che racconta: “Ho fatto il catechismo a tutti i loro figli, faccio parte del Pime e mi occupavo soprattutto delle missioni estere. Mike dava tanti soldi alla nostra congregazione”. Prima di salire in casa Bongiorno, dove vi sono già moglie e figli, il reverendo anticipa: “Sarò io a benedire la cappella dove Mike verrà sepolto ad Arona”. La gente rallenta il passo quando si trova davanti alla palazzina scura dove al settimo piano abitava “Mr. Allegria”, qualcuno si fa il segno della croce, tutti lo ricordano con affetto. “Mio padre lo conobbe in un campo di smistamento tedesco nel ’44 – racconta Elena Barberis (37 anni), proprietaria del bar La Chiacchera proprio di fronte alla casa di Mike -. Da giovani si incontravano spesso perché avevano un amico in comune, Mario Re, e insieme parteciparono al Cantagiro con Buscaglione. Ma non mi è mai capitato di parlarci personalmente, benché i suoi figli passino spesso a prendere un caffè”. Si ferma con la sua bici, Renzo Soprani (67 anni), e lancia uno sguardo incuriosito e malinconico verso l’appartamento di Mike: “Ricordo che a 13 anni, quando non avevamo ancora la televisione in casa, andavo con i miei al cinema San Gregorio a vedere Lascia o Raddoppia.”. Ma anche i giovani si lasciano emozionare per la scomparsa del grande conduttore: “Sono dispiaciuto che se ne sia andato così – dice Marco Cerioni, 25 anni -. Per me rappresentava il simbolo della televisione italiana”. Non vuole togliersi gli occhiali scuri Dolores Tamorini e spiega: “Adoravo Mike. Era una persona vera, modesta, attaccato a quelli che sono i valori più importanti. Ho accolto la notizia della sua scomparsa come se si trattasse di un mio parente stretto”. “Conobbi Mike Bongiorno oltre 40 anni fa quando avevo il negozio in San Babila, vicino alla sua casa in Galleria Passarella– racconta Mimmo il barbiere -. Erano gli anni Sessanta e i bar restavano aperti fino all’una di notte: allora ci incontravamo a fumare la pipa o il sigaro chiacchierando di tutto. Abbiamo visto insieme la Milano più bella, in cui ho conosciuto tutti i più grandi di allora come Gianni Rivera, Pierpaolo Pasolini e Luchino Visconi”.

giovedì 30 luglio 2009

Una fiction sulla Callas prodotta a Milano

Una fiction su Maria Callas per valorizzare il cinema lombardo e milanese. E’ questa l’idea annunciata dal sindaco Letizia Moratti lasciando il Pirellone dopo un incontro con il presidente della Regione, Roberto Formigoni, sul tema del rilancio della cinematografia lombarda. La notizia giunge a qualche settimana dall'inaugurazione dell’ex Manifattura Tabacchi, cittadella del cinema e della cultura milanese, che sarà sede del cortometraggio. «Abbiamo in mente diverse fiction legate ai personaggi e alle tipicità della Lombardia - ha detto Moratti - Ad esempio abbiamo parlato di una fiction sulla Callas che potrebbe valorizzare la nostra Scala». La tormentata storia d’amore tra Maria Callas e Aristotele Onassis e la fiabesca carriera della soprano più famosa della storia verrà, dunque, riproposta sul piccolo schermo. Il mito della “divina” ha fatto il giro del mondo non solo per l’incanto di una voce mai eguagliata, ma anche per le emozioni che la sua relazione amorosa ha suscitato sin dal lontano 1957. Ha vissuto con slancio assoluto quest’amore, arrivando a sfiorare l’autodistruzione e la morte. Forse questo risvolto della sua vita ha commosso le platee mondiali più di ogni sua sublime interpretazione: l’amore infelice che ha svelato la fragile, comune mortalità della divina. La Film commission si insedierà all'ex Manifattura Tabacchi, dove lavreranno anche le scuole civiche di cinema per la produzione della fiction con l’appoggio della Regione Lombardia e del Comune di Milano. L’obiettivo è quello di rilanciare il cinema, la postproduzione, che a Milano e' forte ma non e' valorizzata come dovrebbe, anche in sinergia con altre film commission di Regioni limitrofe.

martedì 21 ottobre 2008

Da "Amici" alle scuole d'arte milanesi

Grande Fratello, L’Isola dei Famosi, Uomini e Donne. I reality che affollano la televisione odierna infondono spesso false speranze in giovani e meno giovani: sembra quasi non essere più così fondamentale essere «bravi in qualcosa» per raggiungere la fama. Chi sfonda in qualità di «tronista», chi come ex inquilino della casa del Grande Fratello. Facce sconosciute che dall’oggi al domani riempiono le pagine dei rotocalchi e siedono nei salotti tv per diventare note al pubblico nel giro di poco. Peccato che altrettanto poco tempo sia sufficiente perché il grande pubblico rimuova dalla propria memoria fotografica il volto di questi personaggi spesso privi di qualunque attitudine artistica. Almeno i ragazzi di Amici, come si dice, «qualcosa sanno fare». E a poche settimane dall’inizio della fortunata trasmissione condotta da Maria de Filippi c’è grande fermento tra ragazzi e ragazze di tutta Italia. Sulla scia della trasmissione sono tantissimi i ragazzi che si appassionano alla danza, alla recitazione e al musical, ma a Milano non è così facile orientarsi tra le numerosissime scuole. Difficile rendersi conto quali siano le migliori, che permettano un corso di studio serio senza per forza rivolgersi al Piccolo Teatro, alla Scala o al conservatorio. Una regola generale può essere quella di controllare con attenzione il curriculum dei docenti, sia che si tratti di ballerini, di attori o cantanti. É importante anche accertare quali artisti si siano formati nel corso degli anni nella scuola che si sta considerando. Nella scelta del corso, poi, è buona norma evitare di usare come discriminante il costo, in quanto non è detto che una scuola più dispendiosa sia necessariamente migliore. Anzi, specie negli ultimi anni, molte scuole ottengono finanziamenti pubblici e, quindi, superando dei test di ammissione è possibile seguire i corsi anche gratis. Detto questo, per i milanesi interessati alla danza, dei buoni istituti possono essere il Centro Studi Gianni Zari, lo Spid (Scuola Professionale Italiana di Danza), Principessa Dancing School oppure il Centro studi coreografici teatro Carcano. «Principessa Dancing School offre un’ampia proposta per i ragazzi appassionati di danza che vogliono sperimentare le proprie capacità - spiega la fondatrice della scuola Maria Antonietta Berlusconi Beretta -. Le gioie e i dolori di uno studio di danza sono una prova per capire se c’è la stoffa per pensare al futuro. Trovo che il ballo sia un’ottima palestra per i giovani perché insegna a conoscere i propri limiti e a relazionarsi con gli altri e aiuta a mantenere un ordine fisico e mentale». Per chi preferisse dedicarsi alla recitazione, invece, si potrebbe rivolgere al Centro Teatro Attivo, a Quelli di Grock o alla scuola di teatro del Teatro Libero di Marcella Formenti. «La scuola di teatro Quelli di Grock da più di 30 anni si pone fra le più prestigiose realtà formative private di tutto il territorio nazionale - spiega Luca Gatti, insegnante di recitazione -. La scuola è frequentata ogni anno da centinaia di allievi e propone una ricca rosa di corsi: corso attori, mimo, teatrodanza, canto, dizione e doppiaggio, corsi di teatro per adolescenti, seminari e stage, laboratori di teatro per le scuole. Nei nostri corsi si affrontano nuove formule che mirano a valorizzare la creatività e la sensibilità di ogni individuo e aiutano a trasformarne le potenzialità personali in espressioni compiute. Così si crea un percorso didattico forte di esperienza, ma costantemente alimentato dal desiderio di esplorare e di conoscere». Ma c’è anche chi ama la formazione artistica a 360° e non vuole farsi mancare niente. Per queste personalità a tutto tondo non mancano a Milano valide scuole di musical per imparare a ballare, recitare e cantare allo stesso tempo. Una delle più rinomate è la Sdm - Scuola del musical, con la collaborazione di Saverio Marconi (regista di musical come Grease con Lorella Cuccarini, Sette spose per sette fratelli, Pinocchio, Tutti insieme appassionatamente e Cabaret con Michelle Hunziker) e diretta da Federico Bellone. In alternativa esiste The Actor’s Academy, fondata grazie al supporto dell’attore Edoardo Costa dove si può godere dell’insegnamento di grandi docenti che hanno lavorato proprio a Hollywood, patria del musical per eccellenza.

giovedì 15 maggio 2008

Tv e democrazia, il sogno di Al Gore

«In alcuni Paesi i mezzi di comunicazione di massa sono controllati da un élite, per questo penso che la libertà sia a rischio. Non posso parlare della situazione italiana, ma molto spesso la concentrazione dei media ha portato a escludere diverse voci». Parola di Al Gore che con un completo antracite abbinato a stivali in pelle nera in perfetto stile texano ha espresso il concetto all’Università Cattolica a Milano. L’ex vicepresidente degli Stati Uniti, premio Oscar con il suo documentario ambientalista Una scomoda verità e premio Nobel per la Pace è intervenuto all’incontro promosso dalla facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere e da Sky La Tv capovolta. Current: il nuovo corso dell'informazione per la presentazione di Current Tv, un network innovativo che farà dialogare televisione e internet nel nome dei giovani, protagonisti attivi della programmazione. Sul palco dell’aula magna insieme a Gore, dopo il saluto del rettore Lorenzo Ornaghi, Aldo Grasso, giornalista e docente di Storia della radio e della televisione, e Vittorio Emanuele Parsi, professore di Relazioni internazionali. Grasso ha introdotto l’incontro sottolineando l’importanza di sviluppare un nuovo tipo di televisione in seguito alla rivoluzione digitale: «Se non vorrà essere soppiantata dal fenomeno blog e internet – ha spiegato – la televisione deve trovare modalità di integrazione con questo media».
Ha uno spazio importante la tematica ambientale nella nuova avventura nel mondo dei media, Current Tv, visibile sul canale 130 di Sky, una televisione «che dà spazio alla voce dei cittadini», come Gore ha voluto più volte sottolineare. La nuova tv avrà una programmazione fatta di servizi brevi, i "pod", sette-otto minuti l'uno, centrati su argomenti di attualità, musica, arte, cultura, politica, sport e tutto quello che i 30 vanguard journalists che compongono la redazione riterranno interessante.
Un 30% della programmazione sarà costruito con i contributi degli spettatori, che manderanno i loro servizi al sito web, verranno votati dagli altri frequentatori del sito, filtrati dalla redazione e andranno, infine, in onda sulla tv. Il progetto di Current Tv, nata nel 2005 negli Usa e oggi in onda anche in Inghilterra e Irlanda, oltre che in Italia, ruota attorno ai concetti di libertà, indipendenza e democrazia, tre parole che Gore ripete continuamente per spiegare il progetto della sua tv partecipativa: «Internet ha introdotto nuove opportunità di libertà, consentendo alla gente di esprimere le proprie opinioni, di offrire la propria visione, di dare notizie e informazioni. Current vuole collegare Internet e la tv, in modo semplice e accessibile, creando un accesso ai media per gli individui di tutto il mondo. Current tv è l'unica rete televisiva di informazione totalmente indipendente».
Ma come nasce l’esigenza di creare una tv “dal basso”, in cui gli utenti non siano semplicemente chiamati a esprimere un giudizio su una trasmissione, ma a creare concretamente i contenuti di un canale televisivo? «Molte tv in Usa poco prima dell'invasione in Iraq hanno dovuto alzare la bandiera sostenendo la guerra, per paura di perdere investimenti pubblicitari o ascolti, inducendo così il paese a fare un errore storico. Il 77 per cento degli americani era convinto che fosse Saddam il mandante dell'11 settembre. C'è una forte necessità di combattere per la libertà di accesso ai media, che dovrebbe essere uno dei punti fondamentali della carta dei diritti dei cittadini».
L'Italia è il primo paese di lingua non inglese ad avere una sua Current tv: sito web e tv satellitare per dare a tutti, principalmente i giovani adulti (18-34 anni) il modo di produrre contenuti video che raccontino la realtà dall'arte alla politica. Le trasmissioni andranno avanti 24 ore su 24, alcune delle quali, dalle 18 in poi, saranno realizzate dal vivo in uno studio di Milano.
La scelta dell'Italia per Current è stata dettata, ha detto Gore, «dal grande dinamismo degli italiani, dalla loro creatività, dal loro ingegno, dal recente risveglio delle coscienze dall’intorpidimento a cui la tv generalista ha abituato. Ci aspettiamo che arrivi molto materiale dall'Italia».

sabato 5 aprile 2008

Giovani talenti per il nuovo spettacolo della Clerici


Il ritorno al passato fa presa, la musica leggera anni Sessanta piace, specie al pubblico televisivo del sabato sera. Cavalca il successo de “I migliori anni” di Carlo Conti il nuovo spettacolo condotto da Antonella Clerici in onda su Rai Uno dal prossimo 5 aprile. Venti giovani talenti tra i 10 e i 15 anni, provenienti da scuole di canto e dallo Zecchino D’Oro, saranno i protagonisti di Ti lascio una canzone, sfidandosi nella reinterpretazione dei successi del passato.«Canteranno dal vivo – sottolinea la Clerici – accompagnati dall’orchestra diretta dal maestro Leonardo De Amicis. Abbiamo scelto minorenni non professionisti per dare un messaggio di giovinezza e ingenuità: sarà divertente vedere ragazzini nati nel 2000 intonare i successi della musica italiana. Il programma vuole essere un omaggio alla nostra tradizione canora dimostrando il suo valore anche per le nuove generazioni». Ti lascio una canzone è prodotto in collaborazione con la Ballandi Entertainment, ideato e diretto da Roberto Cenci, e andrà in onda in quattro puntate in diretta dal teatro Ariston di Sanremo. La giuria sarà composta da cantanti ed esperti del settore che hanno debuttato in giovane età (sabato sarà il turno di Anna Tatangelo) e avrà il compito di giudicare le performance e assegnare il premio di qualità alla migliore. Ma sarà il pubblico da casa con il televoto a decretare la canzone vincitrice di ogni puntata e quella della finalissima. Accanto alle esecuzioni dei giovani cantanti ci sarà spazio per gli interventi comici di Max e Angelo, vincitori dell’ultima edizione di Stasera mi butto, e per l’esibizione di interpreti nazionali e internazionali. La super-ospite della prima puntata di Ti lascio una canzone sarà Liza Minnelli. «Canterà i suoi successi, da Cabaret a New York New York – dice la conduttrice – e spero che interagisca con i bambini». Ma non saranno solo i ragazzi e gli ospiti a esibirsi in performance canore: la stessa Antonella Clerici interpreterà la sigla di apertura con 40 ragazzi e promette un look «da hippy chic, molto colorato, firmato Laura Biagiotti». La nuova trasmissione, tuttavia, dovrà vedersela con gli alti ascolti della Corrida di Gerry Scotti: «Non ho l’ambizione di superare la Corrida che è imbattibile, lo sa anche il direttore di rete, Fabrizio Del Noce, che mi ha chiesto di mantenere lo share intorno al 20-22%. L’importante è realizzare un buon prodotto». Punta sul vivo, la Clerici, difende anche gli ascolti de Il treno dei desideri che si è visto sorpassare da C’è posta per te: «Contro un programma fatto così bene e che si rivolge allo stesso nostro target abbiamo ottenuto una media del 24-25%, che considero un grande successo. In un altra collocazione il Treno avrebbe raccolto anche il 28-30%». Nel frattempo la bionda conduttrice continua con La prova del cuoco. E a settembre? «Si vedrà».

venerdì 21 settembre 2007

Striscia la notizia ai blocchi di partenza


Vent'anni di servizi al cittadino, scoop, sberleffi, satira, conduttori, veline, tapiri. Vent'anni di Ricci. Quello che molti chiamano "il genio della televisione", a parte il capello bianco che tradisce il tempo vissuto, non dà certo segni di stanchezza. Antonio Ricci è pronto. Pronto come Ezio Greggio, un altro che sembra non stancarsi mai, tanto che a pochi giorni dall'inizio della nuova stagione si fa trovare in collegamento sul set di un film di Pupi Avati, anzichè sedere in studio a chiacchierare con i gionalisti delle novità di Striscia la notizia. Pronto anche l'altro: una delle 'spalle' più progoniste della tv: Enzo Iacchetti. Ricomincia da qui "Striscia", da dove aveva cominciato vent'anni fa e continuato, imperterrita, fino all'ultima stagione. Non per nulla quest'anno sarà la "Voce della persistenza".
Lunedì 24, all'ora che ogni italiano conosce, verrà ripescata l'inossidabile inerzia di certi soggetti già bacchettati: Policlinico Umberto I, Roma, una situazione tristemente immutata, sarà il primo servizio della ventesima edizione.
Confermate le veline Thais Wiggers e Melissa Satta. Per loro forse l'ultimo anno perchè la prossima estate "Cultura Moderna" lascerà il passo a "Veline", il casting-spettacolo che raccoglie i sogni di non si sa quante italiane.
"Stricia la notizia" continua. Continuerà ad essere sulla strada, tra la gente, continuerà, dice il regista Antonio Ricci "a dimostrare che i tg nazionali non sono altro che varietà", e continuerà "a dare fastidio, per quello che dice e per lo spazio che occupa". Secondo giro di boa: in tv nessuna celebrazione, ma alla Triennale di Milano ci si sta preparando per festeggiare quello che molti sondaggi hanno più volte eletto come "il telegiornale più credibile per gli italiani".